L’inchiostro stampato può andare a contatto con l’alimento?

L’attuale legislazione vigente in materia di contatto alimentare facente capo al D.M del 21/03/1973 (e sue successive modifiche) stabilisce le norme relative all’autorizzazione ed al controllo dell’idoneità degli oggetti preparati con materiali diversi e destinati a venire in contatto con sostanze alimentari. Tale decreto prevede che … Ove la colorazione sia attuata a mezzo stampa, questa non può essere effettuata sul lato a contatto con l’alimento. (Art.31). A livello europeo vale il Regolamento CE 1935/2004 che prescrive che i materiali e gli oggetti (nel loro stato di prodotti...

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Gli inchiostri base acqua sono Biodegradabili?

Anzitutto è più corretto parlare di compostabilità (come da norma 13432) più che di biodegradabilità, che è un concetto generico. Gli inchiostri flessografici base acqua di comune utilizzo, pur essendo costituiti da oltre il 50% di acqua e componenti inerti, non si possono considerare compostabili poiché contengono una buona percentuale (circa un 30%) di sostanze organiche di sintesi che hanno una biodegadabilità molto lenta. In merito a quanto detto, La Sorgente spa propone le serie di prodotti Hydromat-B (serie 463) ed Ecomat-B (serie 116), inchiostri, rispettivamente, base acqua e base...

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La stampa risulta “scarica”. Da cosa può dipendere?

La scarsa resa coloristica dell’inchiostro può dipendere da molti fattori: quantità di pigmento e trasporto della resina in esso contenute non sufficienti; scarsa viscosità (eccessiva diluizione) dell’inchiostro; anilox usurato e/o con celle intasate e, comunque, con insufficiente scarico di inchiostro; eccessiva durezza e/o scorretta pressione del clichè; scarso spessore di inchiostro; scarsa bagnabilità del supporto da stampare. In tutti i casi lo scambio di informazioni tra fornitore di inchiostro e stampatore è essenziale al fine di ottenere i migliori risultati, è soprattutto importante...

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